Questo risultato mette in luce performance in linea o, in alcuni casi, superiori a quelle dei paesi che hanno adottato il sistema di deposito con cauzione, il quale prevede un piccolo contributo finanziario aggiuntivo da parte del consumatore al momento dell'acquisto del prodotto, con il rimborso di questa somma previsto al momento della restituzione dell'imballaggio vuoto.
L'alluminio rappresenta un materiale permanente e completamente riciclabile, in grado di mantenere intatte le sue proprietà strutturali dopo il riciclo. Questo fa delle lattine il contenitore per bevande più riciclato di sempre. L'obiettivo ambizioso di CIAL, condiviso con i produttori e le principali associazioni europee del settore del packaging in alluminio, è raggiungere il 100% di riciclo delle lattine per bevande entro il 2030.
Ma il focus del riciclo non riguarda solo le lattine. Secondo le analisi di CIAL, l'Italia mostra performance eccellenti anche nel riciclo di tutte le altre componenti del packaging in alluminio, tra cui bombolette, vaschette, scatolette, fogli sottili, tubetti, tappi e chiusure. Negli ultimi anni, il tasso di riciclo complessivo del packaging in alluminio nel nostro paese è stato costantemente intorno al 70%, superando già gli attuali obiettivi legislativi del 50% entro il 2025 e del 60% entro il 2030.
Inoltre, negli ultimi tre anni, grazie al riciclo di 151.700 tonnellate di imballaggi in alluminio, sono state prevenute emissioni di gas serra pari a 1.107 mila tonnellate di CO2 e risparmiate oltre 476 mila tonnellate equivalenti di petrolio in termini di energia.
Il settore del packaging in alluminio, sia in Italia che nel mondo, ha vissuto un'evoluzione costante nell'ottica della sostenibilità ambientale negli ultimi 20 anni. Un esempio di questo progresso è evidente nella riduzione del peso delle lattine per bevande da 33 cl, che è passato da 14 g nel 2000 a soli 12,2 g attuali, segnando un calo del 12%. Moltiplicati per milioni di lattine prodotte annualmente, questi risparmi si traducono in tonnellate di materiale in meno utilizzato durante la produzione.
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